Lavoro contratto di rete

Pubblicato il dicembre 22nd, 2013 | da Wise

1

CONTRATTO DI RETE D’IMPRESA E RAPPORTI DI LAVORO

L’art. 7, comma 2, lett. 0a), del D.L. 76/2013, convertito in L. 33/2013 (Riforma Giovannini) introduce un’importante novità in materia di distacco di lavoratori dipendenti.

Il distacco è un istituto previsto dal D.Lgs. 276/2003 (c.d. Legge Biagi), in virtù del quale:

a) in presenza di uno specifico interesse del datore di lavoro “distaccante” (che però viene comunemente interpretato come “qualsiasi interesse produttivo”),

b) e al fine di ottenere l’esecuzione di una determinata attività lavorativa in favore del distaccatario (ma funzionale all’interesse del distaccante), fermo restando l’obbligo di equivalenza delle mansioni già svolte in favore del distaccante (altrimenti è richiesto il consenso del lavoratore, che è altresì richiesto se la nuova unità produttiva è a oltre 50 Km),

c) il lavoratore dipendente può essere temporaneamente messo a disposizione di un altro datore di lavoro “distaccatario” mantenendo comunque il distaccante tutti gli obblighi retributivi (salvo il rimborso spese che invece a carico del distaccatario) e previdenzial-assicurativo – tra cui il carico contributivo, gli assegni familiari e le indennità di malattia e maternità – e trasferendo al distaccatario (solo) i poteri direttivo, di controllo e disciplinare: si tratta, dunque di una modificazione delle modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, ma non di una novazione soggettiva dello stesso.

In difetto dei tre predetti requisiti di legittimità – ossia:

a) interesse del distaccante,

b) esecuzione di una determinata attività lavorativa e

c) temporaneità del distacco -, il distacco è illegittimo e il lavoratore può richiedere l’accertamento di un rapporto di lavoro con il distaccatario.

La Riforma Giovannini interviene prevedendo che, in caso di contratto di rete:

1) lo “specifico interesse” del datore di lavoro distaccante è presunto (presunzione assoluta) e dunque il distacco è legittimo quando avviene a favore di datore di lavoro partecipante alla rete; restano ferme, tuttavia, le prescrizioni dell’art. 2103 c.c. in materia di trasferimento del lavoratore ad altre unità produttive della stessa impresa, potendo questo avvenire solo in presenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (in caso di distacco “intra-aziendale”, cioè, non c’è nessuna presunzione);

2) vi sia “co-datorialità” del rapporto di lavoro, nel senso che il distaccante e il distaccatario sono entrambi e contemporaneamente titolari del rapporto di lavoro e dei relativi diritti, obblighi e poteri, secondo le stabilite nel contratto di rete: ne consegue che, le eventuali responsabilità civili, penali e amministrative dei diversi “co-datori” di lavoro e le relative sanzioni (così come i diritti e i poteri datoriali), saranno stabilite dal contratto di rete, senza che vi sia alcuna “solidarietà” automatica tra l’uno e l’altro (predicabile, semmai, se il contratto di rete tace).

Restano immutati, invece, il requisito della temporaneità (intesa come non definitività) del distacco e l’esecuzione di una determinata attività lavorativa in favore del distaccataria.

Avv. Andrea Rinaldi

Tags:


Info Autore

Wise

Avvocati & Commercialisti, un pool sempre aggiornato. Wise, la forza della concretezza!



One Response to CONTRATTO DI RETE D’IMPRESA E RAPPORTI DI LAVORO

  1. Pingback: Contratto di rete? E' online! - Avvocati.org - Blog Ufficiale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su ↑