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Pubblicato il febbraio 21st, 2014 | da Wise

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Decesso di una parte in causa, riassunzione

La Suprema Corte ha recentemente ribadito che il chiamato all’eredità, può essere destinatario dell’atto di riassunzione del processo, interrotto per decesso di una delle parti, notificato collettivamente ed impersonalmente, entro l’anno dal decesso, nell’ultimo domicilio del defunto. Invero, il riferimento testuale agli eredi, contenuto nell’art. 303 c.p.c., non esclude la legittimazione del chiamato all’erdità ad essere convenuto nei giudizi concernenti i beni ereditari.

Il riferimento del legislatore agli eredi (art. 303 c.p.c.) non esclude la legittimazione del chiamato ad essere convenuto nei giudizi concernenti i beni ereditari. La legittimazione del chiamato all’eredità trova fondamento nell’art. 460 c.c., norma che regola i poteri del chiamato prima dell’accettazione.

Si dovrà però considerare che sarà attribuibile il significato di accettazione tacita dell’eredità (art. 476 c.c.)  all’esperimento di quelle azioni giudiziarie tese alla rivendica o alla difesa del diritto di proprietà o alla richiesta di risarcimento dei danni patiti per la mancata disponibilità di beni ereditari, poiché tali azioni non possono farsi rientrare nella categoria degli atti conservativi di cui all’art. 460 c.c..


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