Infortunistica responsabilità medica

Pubblicato il giugno 26th, 2014 | da administrator

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Dalla responsabilità del medico alla responsabilità medica. Note sull’evoluzione della disciplina

La disciplina della responsabilità medica ha subito negli ultimi decenni una rivoluzione dei principi che regolano l’istituto. Una rivoluzione, questa, che fa seguito all’evoluzione che ha conosciuto in questi anni l’ambito medico. Progresso scientifico e aspettative di cura sempre crescenti hanno infatti portato a estendere l’intervento medico oltre alle sole diagnosi e cura del malato per includervi anche le necessarie attività di prevenzione. La “responsabilità del medico” diventa allora “responsabilità medica”, un’espressione più inclusiva di tutti i titoli di responsabilità in questo settore, che non si esauriscono più nella semplice relazione medico-paziente.

Con riguardo all’onere di informazione del paziente, va rilevato che l’obbligo assunto dai sanitari, non si esaurisce nel fornire al paziente solo generiche informazioni sull’intervento che si intende eseguire, ma deve trattarsi di una piena informazione, calibrata alla peculiarità dell’intervento. Affinché il consenso del paziente sia valido, è necessario infatti che egli sia informato dal medico in modo idoneo sulla natura della sua malattia, il decorso, il tipo di intervento e la terapia che si vogliono adottare. In caso contrario, verrebbe leso il diritto del paziente all’autodeterminazione, acconsentendo o meno al trattamento medico-sanitario.

In relazione, invece, alla materia del riparto dell’onere della prova nei giudizi di responsabilità medica, ossia nel processo intentato in esito a una contestazione di malpractice, il consolidato orientamento giurisprudenziale prevede che per il paziente danneggiato è sufficiente la mera allegazione dell’inesatta prestazione del medico, il quale, a sua volta, è gravato dall’onere di dar prova dell’avvenuto esatto adempimento. In caso di insuccesso, spetta cioè al medico dimostrare che la prestazione è stata effettuata con tutti i crismi del caso.

Prescindendo dalla considerazione che l’errore in sanità è – entro certi margini statistici – fisiologico alla prestazione richiesta, va evidenziato come avvocati, giudici e consulenti tecnici non debbano limitarsi a un’indagine generica sull’operato del medico, ma concentrarsi sulla condotta specificamente qualificata che gli è stata contestata dal paziente.

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