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Pubblicato il gennaio 23rd, 2015 | da staff

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La durata dei rapporti matrimoniali è parametro determinante nell’attribuzione della pensione di reversibilità.

La Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 14793 del 30/06/2014 ha statuito che “la L. n. 898 del 1970, art. 9, prevede il criterio temporale della durata formale del rapporto matrimoniale ai fini della ripartizione del trattamento di reversibilità fra ex coniuge titolare di assegno divorzile e coniuge superstite”, tale precetto normativo dovrà essere interpretato nel senso che il giudice del merito ha la possibilità di applicare correttivi di tipo equitativo, tra i quali la durata della convivenza prematrimoniale e le condizioni economiche delle parti interessate, al fine di evitare che il primo coniuge sia privato dei mezzi necessari per il mantenimento del tenore di vita cui era preordinato l’assegno di divorzio ed il secondo sia privato dei mezzi necessari per la conservazione del tenore di vita che il de cuius gli aveva assicurato in vita. Tuttavia, la Corte precisa che il giudice del merito, nel ponderare i suddetti aspetti, non potrà mai ignorare totalmente la durata dei rapporti patrimoniali, che quindi dovrà sempre fungere da parametro a tutela del primo coniuge a cui non dovrà venire negato il sostegno economico che gli veniva riconosciuto mediante l’assegno divorzile.


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