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Pubblicato il luglio 10th, 2015 | da staff

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Relazione tra addebito della separazione e scoperta omosessualità di un coniuge.

La Suprema Corte di cassazione ha stabilito con sentenza n. 8713/15 che l’abbandono del domicilio familiare da parte di un coniuge che prende coscienza della propria omosessualità e per tale ragione sente come intollerabile la prosecuzione della convivenza, non costituisce di per sé causa di addebito di una separazione.

Con tale pronuncia la Cassazione ha voluto confermare il filone giurisprudenziale secondo cui i fatti che rendono intollerabile la convivenza non devono essere valutati da un punto di vista meramente oggettivo, ma al contrario, occorre valorizzare anche “elementi di carattere soggettivo”.

Invero, il concetto di intollerabilità della convivenza può variare ed essere percepito diversamente da ogni individuo in relazione alla formazione culturale, alla sensibilità e al contesto della vita coniugale.

Così argomentando, quindi, la Cassazione, che pure fornisce ancora pronunce oscillanti in tema di rapporto tra omosessualità ed addebito della separazione, con la recente sentenza in commento, ha affermato che la relazione omosessuale del coniuge, che lo porta ad interrompere il vincolo matrimoniale non può costituire motivo di addebito in sede di separazione.


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